Emozioni positive

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Nel 1998, dopo decenni di letteratura scientifica sulle emozioni negative,la psicologa Barbara Fredrickson – https://www.youtube.com/watch?v=fHoEWUTYnSo – scrisse un articolo provocatorio, intitolato: ” Le emozioni positive servono a qualcosa ? ”

L’articolo divenne un classico,citato cento volte più spesso del tipico articolo di psicologia e contribuì alla nascita di una nuova disciplina, la psicologia positiva,che negli ultimi anni ha ispirato molti libri divulgativi sulla felicità. Come la Fredrickson suggeriva già nel titolo,le emozioni positive sono un mistero.A differenza di quelle negative,non sembrano tese a produrre azioni specifiche,come la lotta e le fuga. Non hanno neppure espressioni facciali tipiche : emozioni come la gioia, la soddisfazione,l’orgoglio,l’amore e l’interesse tendono a produrre la stessa espressione generica di piacere, nota come sorriso Duchenne ( labbra incurvate agli angoli e rughette che si formano intorno agli occhi: ovvero il modo in cui vi guarda vostra moglie quando le chiedete se è dimagrita). Molte delle nostre emozioni positive sono espresse con questa maschera di Duchenne, come se suonassimo un’intera sinfonia al basso tuba..Peggio ancora, non sappiamo distinguere bene tra un sorriso Duchenne sincero e uno falso,come illustrano generazioni di partecipanti ai concorsi di bellezza.( Indizio:il vero Duchenne ha le rughette intorno agli occhi,che sono difficili da falsificare)

Le emozioni negative sortiscono un ” effetto astringente ” sui nostri pensieri. Se imboccate un vicolo buio e i muscoli vi si contraggono per la tensione,è difficile che la mente vi corra alla lista delle cose da fare domani. La paura, la rabbia, e il disgusto ci spingono a concentrarci: che è come metterci i paraocchi. La Fredrickson sostiene che, a differenza dell’effetto astringente delle emozioni negative,quelle positive sono progettate per ” ampliare e costruire” il nostro repertorio di pensieri e azioni. La gioia,per esempio, ci fa venir voglia di giocare. Il gioco non ha sceneggiatura,ma amplia il numero di cose che abbiamo voglia di fare.Siamo disposti a scherzare, a esplorare o inventare nuove attività. E spingendoci a giocare, la gioia ci permette di costruire risorse e abilità.

L’interesse,un’emozione positiva,amplia il raggio d’azione delle nostre indagini.Quando siamo interessati a qualcosa vogliamo essere coinvolti,imparare cose nuove,affrontare nuove esperienze. Diventiamo più aperti alle nuove idee.L’emozione positiva dell’autostima,sperimentata allorchè conseguiamo un obiettivo personale,amplia il ventaglio di attività che progettiamo per il futuro, incoraggiandoci a perseguire obiettivi ancor più ambiziosi. La maggior parte dei grossi problemi che incontriamo nelle aziende o nella società sono ambigui e in evoluzione. Non hanno l’aspetto di piattaforme in fiamme, in cui le persone devono farsi forza ed eseguire un piano strategico difficile ma ben definito.Per risolvere problemi più grandi e più ambigui,dobbiamo incoraggiare l’apertura mentale, la creatività, l’ottimismo. -“SWITCH” di Chip e Dan Heat-

 

 

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