Complessità della musica

Storia della musica in 7 minuti

L’origine della musica

Wilhelm von Leibniz scrisse: musica è un esercizio matematico della mente che conta senza sapere di contare.

Pensieri dell’attimo: “Ad un tratto lo scrosciare di un’acqua sorgiva”

L’ordine implicato svela le connessioni della forza di gravità con la stabilità del proprio fluire, per donarsi ed essere accolta dall’assunzione della complessità, nell’integrare la funzione analitico-cognitiva al sentire cinestetico dell’intelligenza affettiva-biocosmica.

Trascurando l’attimo timoroso dell’autoazzerarsi, si fa realtà concreta.

Sta nell’accettazione del perdersi la certezza del ritrovarsi poi potenziati nella cerimonia sacra dell’espansione di coscienza. E poi……e poi….. lo sguardo accogliente si spinge oltre l’ostacolo della separazione. E poi…….ancora…. verso una sana differenziazione evidenziando effetti quantici emegenti, del prendersi cura…..di se stessi…. di altri…… di altro nella totalità.

George Gershwin: Mi piace pensare alla musica come una scienza emozionale. ” “Un’americano a Parigi “

“La musica è un corrispondente sonoro della vita emotiva” dice Susanne Langer

E per il suo potere di rappresentare emozioni,la musica è istruttiva: esibendo la dinamica emotiva delle emozioni, trasfigurata in un mezzo artistico, la musica ci può insegnare le dinamiche del comportamento umano

Felix Mendelsshon diceva: Il linguaggio non riesce a restituire la precisione espressiva della musica.

La musica è espressiva perchè articola un’emozione o un processo emozionale non tramite descrizioni che l’ascoltatore riconosce con distacco, ma facendo provare che cosa significa trovarsi in quello specifico processo emozionale e agevolando così un’immaginazione e quindi una riflessione su quell’esperienza. “ Alessandro Bertinetto”

Tutta la traiettoria di Beethoven è il dramma della trasmutazione dell’energia dall’abisso alla vetta,dalle tenebre alla luce. C’è unmisterioso e inedito itinerario dall sofferenza alla pienezza. Il suo viaggio musicale possiede le caratteristiche della più grande avventura umana di ascesa dal caos all’ordine. Un viaggio che parte dal cuore. L’umanità apprende da Beethoven una specie di alchimia per trasferirci dalla sofferenza alla pienezza, per trasformare energia entropica in energia neghentropica, disordine in ordine, disorganizzazione in struttura organica.

Nel primo periodo assume la tradizione formale, l’eredità mozartiana ed i dettami classici.

Un secondo periodo inizia con la liberazione dei modelli classci ed appaiono le sue preoccupazioni sociali:” Eroica-Egmont-Coroliano”  Successivamente entra nella zona piena di emozioni personali, di amore, sentimento di profondo vuoto, passione,confusione, di sentimenti, solitudine e nostalgia. Un vero paradigma musicale della strada che va dal caos all’ordine è : La tempesta

Il periodo finale dell’opera di Beethoven è il risultato supremo della maturità introspettiva.I quartetti Rasumovsky mostrano questa saggezza umana che proviene dal ritorno, dall’uragano genetico verso l’ordine sovracosciente delle energie della vita. L’atto di vivere diventa musicale

La gravità e profondità dei suoi ultimi quartetti,senza solennità nè magniloquenza, parlano alla parte più interna dell’intimità con sicerità nuda, come se,essendosi riconciliato con il proprio minotauro, tornasse ad essere un bambino.

La Nona Sinfonia è l’apoteosi dell’allegria, l’affermazione della vita e della grandezza dell’uomo. Fu composta nel periodo finale quando era completamente sordo.

pacifista in guerra

 

 

 

 

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