Ammaliante formalismo

Jose Tolentino Mendoça ospite di Monica Mondo

Postfazione di Alessio Emanule Biondo al volume: “Previsioni” di Mark Buchanan.

(Piccola sintesi )………Ed è qui che svelo subito la grande sorpresa, l’orgogliasa scoperta, la soddisfazione intellettuale. Pagina dopo pagina, in questo libro ho trovato non la “solita vignetta” che mostra in modo equivocol’econimia dei mercati finanziari che conosciamo, come tutti gli altri libri del genere, ma un’attenta circostanziata e ben specifica ricognizione dei limiti (fatti e idee ) che causano l’incapacità di risolvere la disperata fragilità della finanza speculativa e di prevederne la rovinosa dinamica. Si,idee. Chi fa parte di quella “determinata minoranza” di economisti,citata dallo stesso Buchanan, che non si è fatta convincere neanche per un momento a mettere da parte l’insegnamento Keynesiano e si discosta dall’orientamento prevalente, colposamente utopico, trova sollievo. Buchanan porta in rilievo i nomi e i cognomi degli scienziati che hanno preferito la comoda visione equilibrista ( magari avvolta da ammaliante formalismo, quantunque inutile ), che ha dominato perchè ben più soddisfacente da credere.  Il rinnovamento della dotazione strumentale a disposizione della Macroeconomia dei nostri giorni, l’apertura intellettualedegli economistiche sono rimasti ben lontani dall’equivoco  in cui sono caduti i loro ben più celebri colleghi e il coraggio metodologico di qualche fisico, che pionieristicamente ha trovato,circa una dozzina di anni fa, l’inizio della fruttuosa strada comune del domani, lasciano sperare nella possibilità di giungere a una consapevolezza più robusta rispetto ad oggi ( e non sarà difficle,rebussic stantibus ) e di riprendere il filo di un discorso iniziato nel 1936 dal grande professore di Cambridge, invocato periodicamente come àncora di salvezza quando le certezze liberiste di chi ha sempre le condizioni fondamentali dell’equilibrio in mano s’ingrangono contro l’inadeguatezza del sapere, che prima o poi dovrà smettere di restare chiuso in un cassetto.

Buchanan e Parisi si aggiudicano il Premio Lagrange della Crt. (Cassa Risparmio Torino )

Hillsong – He Is Lord – With Subtitles/Lyrics

 Pubblicato il libro di Ugo Bardi “Extracted”

  • La riduzione degli interi a parti è il cuore della visione del mondo scientifica che abbiamo ereditato da Galileo, Bacone, Descartes e dei loro moderni accoliti nelle scienze economiche, nell’efficienza e nella gestione.
  • I decenni fra il 1950 e il 1980 sono stati l’era d’oro della teoria dei sistemi. Tuttavia, nonostante un gran parlare di sistemi, continuiamo ad amministrare, organizzare, analizzare, gestire e governare sistemi ecologici complessi come se fossero una raccolta di parti isolate e non un’unione indissolubile di energia, acqua, suoli, terra, foreste, biota ed aria.
  • Gran parte di ciò che abbiamo imparato gestendo i sistemi reali è cominciato con l’agricoltura. Una delle lezioni più importanti è stata che la terra è un organismo in evoluzione di parti collegate: suoli, idrologia, biota, natura selvaggia, piante, animali e persone.
  • La sfida è quella di far transitare la complessità urbana organizzata costruita su un modello industriale e progettata per automobili, espansione e crescita economica in luoghi coerenti, civili e duraturi.
  • Una prospettiva sistemica per la gestione urbana è una lente attraverso la quale potremmo vedere più chiaramente nella nebbia del cambiamento e gestire potenzialmente meglio le complesse relazioni di causa-effetto fra i fenomeni sociali ed ecologici. L’applicazione dei sistemi offre almeno sei possibilità di migliorare la gestione urbana.

niente panico……..

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