Progresso biologico?

Vangelis / Cosmos

Che criteri impiegare per definire il progresso biologico?

J.M.Thoday concepisce il progresso come un aumento dell’attitudine alla sopravvivenza. Questa definizione non è stata considerata valida dal punto di vista operativo. Secondo J.M.Thoday, le componenti che permettono la sopravvivenza sono: l’adattamento, la stabilità genetica, la flessibilità genetica, la flessibilità “fenotipica” e la stabilità dell’ambiente. Ma come quantificare queste componenti e attraverso che tipo di funzione integrarle in un parametro unitario?

 

Motoo Kimura tenta di definire il progresso evolutivo in relazione all’aumento dell’informazione genetica interposta nell’organismo e codificata del DNA del nucleo.

Julian Huxley si serve di criteri assiologici come per esempio: ” il livello di efficienza” che non sono parametri obiettivi. Si è pensato che la capacità di espansione potrebbe essere un criterio appropriato del progresso biologico.

Secondo Edward Simpson ” nell’evoluzione concepita come un tutto, noi possiamo incontrare una tendenza della vita ad allargarsi per abbracciare tutte le speci disponibili dell’ambiente abitabile, anche quelle che sono create dal proprio processo di espansione.” I criteri di progresso ricercati da E.Simpson includono: la dominazione, l’invasione dei nuovi ambienti, la sostituzione, il perfezionamento nell’adattamento, la capacità nell’adattamento e la possibilità di progresso futuro, l’aumento della specializzazione, il controllo dell’ambiente, la crescente complessità strutturale, l’aumento dell’energia generale o il mantenimento del livello dei processi vitali e l’aumento della varietà di aggiustamenti dell’ambiente.

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Si è anche proposto che il progresso biologico sia in relazione con la capacità di ottenere e trattare le informazioni sull’ambiente.

Come possiamo vedere, i diversi criteri proposti per definire la nozione di progresso biologico sono eccessivamente riduttivi e comunque così diversificati che è impossibile stabilire un parametro unificatore.

Siamo entrati in una nuova era? In poco più di un secolo, la popolazione planetaria è aumenta di quattro volte ed ancora aumenterà nell’immediato futuro. Solo negli ultimi sessanta anni anche il numero di Stati è quadruplicato. L’aumento di quantità ed intensità delle interrelazioni tra Stati, economie, culture e vari tipi di sistemi con cui si organizza la nostra convivenza planetaria è stato esponenziale. L’Occidente, in quel recente passato, era un terzo della popolazione e la quasi totalità della ricchezza, enorme la distanza in termini di capacità, tecnologia, potenza che permetteva alla nostra parte di mondo di dominare tutte le altre, dominio alla base della qualità del nostro modo di vivere. Oggi siamo diventati poco più di un decimo della popolazione mondiale, più o meno la metà in termini di ricchezza e si sta annullando quella grande differenza di potenza e quindi quella posizione di dominio che ci ha portato tanti vantaggi. Da tempo, la nostra parte di mondo decresce ed il resto del mondo cresce in un movimento che potremmo chiamare: la “grande convergenza”.

Un criterio particolarmente unificatore potrebbe essere il ” livello d’autonomia ” ????

Definizione di autonomia: organizzazione di un sistema indipendente all’interno di un sistema più grande capace di realizzare delle azioni differenziate pur conservando una perfetta integrazione con il sistema più grande. Un sistema autonomo possiede un’unità differenziata all’interno dell’unità del sistema al quale appartiene.

I sistemi potrebbero essere ordinati considerando i livelli di autonomia, dai più semplici ai più complessi????

  1. Autoriproduzione ( autonomia rinchiusa nel codice genetico )
  2. Sistemi di risposta per eccitabilità cellulare ( fototropismo, geotropismo, eliotropismo, chemiotropismo ) ( autonomia aperta a diversi livelli di stimolazione )
  3. Autonomia immunologica ( reazione immunitaria )
  4. Sistemi senso-motori ( autonomia negli ambienti diversificati caratterizzati da risposte ampie di adattamento )
  5. Autoregolazione neurovegetativa ( sistemi viscerali autonomi )
  6. Comportamento motivato. Risposte istintive modulate dal sistema limbico ( autonomia di impulsi )
  7. Autocoscienza. Comportamento non manipolabile ( autonomia della coscienza)
  8. Autoefficienza. Autoregolazione cosciente del comportamento in funzione dei suoi effetti ( autonomia di proposta e di decisione )
  9. Autotrascendenza ( autonomia per entrare in contatto con la totalità)

L’armonizzazione dei sottosistemi tra loro e con la totalità determinerebbe il livello di complessità dei processi autonomi di fronte alle condizioni esterne o interne.

aspetto risposte????