Epigenetica e pensiero sistemico

Annie Lennox surprises Sting at the Polar Music Prize 2017

Edito da Neuroscienze. net
www. neuroscienze. net
Il presente libro è stato scritto per essere distribuito gratuitamente online con la rivista Neuroscienze.net e non è in vendita

di Vincenzo Rapisarda
docente di psichiatria, Università di Catania
Il titolo del libro, “Le ali dell’anima. Dal neurone al
pensiero”, è interessante e poetico, a conferma della
capacità dell’autore di combinare sapere umanistico
con sapere scientifico. In virtù di questo paradigma
euristico, Brunetti è stato definito da neuroscienziati di
fama mondiale, come Raffaello Vizioli ed Edoardo
Boncinelli, un “umanista-scienziato” e “uno dei pochi autori in grado di scrivere un libro sul cervello, la mente e la coscienza”. Presentare il suo nuovo volume è per me cosa assai gradita, tenendo conto per l’appunto delle sue non comuni competenze scientifiche, filosofiche, etiche e, come è stato sostenuto da altri, della sua “cultura universale”.

John Brockman e la Terza Cultura                                             

Cervello e mente possono essere studiati scientificamente? Il tema è un argomento di ricerca di primissimo piano nelle neuroscienze e nella presente opera, e ripropone il problema ancora misterioso e non risolto del rapporto tra cervello e mente. Le concezioni
di tanti filosofi e scienziati dell’antichità e di oggi vengono esposte e commentate con straordinaria abilità.
La divisione poi tra cultura scientifica ed umanistica,
sostenuta da molti, non è accettata da Brunetti, il quale
auspica un necessario superamento della diatriba e la nascita di “una terza cultura”, come aveva già sostenuto C. P. Snow, per la mediazione tra scienziati ed umanisti e la ricerca di nuove interazioni per unificare la conoscenza. L’autore difatti anche in questo testo riesce a fondere con grande perizia le due culture e sostiene, d’accordo con G. S. Gould ed Edelman, che letteratura, arte, musica, poesia, psicanalisi, antropologia, linguistica possono coesistere con le neuroscienze.
Infatti, rileva l’autore, di recente sono nate molteplici discipline, quali neuroetica, neuroestetica, neuroteologia, neuroeconomia, neurogiurisprudenza e
neuropolitica.
Questo volume spiega anche le recenti, brillanti scoperte sugli effetti di sostanze, quali ossitocina, dopamina, serotonina e oppioidi endogeni, sull’evoluzione del cervello, e su altri importanti ambiti, come stati d’animo positivi, forme sociali e morali,
legame madre-bambino, attaccamento, empatia, altruismo, cura dei piccoli e cura degli altri, benessere, stati d’ansia e panico. Tali sostanze inoltre riducono la
stimolazione stressogena, il sistema della paura e il dolore, e producono vari benefici immunitari. Di qui, l’apprezzamento di Brunetti nei confronti del “Manuale
diagnostico e statistico dei disturbi mentali” (DSM-5), definendolo la Bibbia degli psichiatri.  Il cervello dell’uomo di 1500 centimetri cubici ha cento miliardi di neuroni, che si collegano tra di loro in modo diverso da un momento all’altro e produce un
numero straordinario di stati mentali superiori a tutto il creato.
A sua volta, il genoma umano con 30. 000 geni, composti da quasi tre miliardi di basi di DNA, si modifica con l’esperienza e l’apprendimento, pertanto anche i gemelli omozigoti sono diversi. Brunetti a questo proposito tra gli altri cita opportunamente Darwin ed Edelman. Alcol, cocaina, piombo, antiepilettici durante la gravidanza possono determinare nei bambini disturbi dell’apprendimento, depressione, schizofrenia,
autismo, disturbi sessuali e morte nella culla per alterazioni biochimiche come sostenuto da Swaab.

Dick Swaab: Wij zijn ons brein

 Mediante il brain imaging si è potuto stabilire poi che le esperienze spirituali, religiose e mistiche attivano aree cerebrali diverse ed in particolare l’area di gratificazione che contiene la dopamina. Lo sviluppo delle neuroscienze secondo Brunetti: stimolazione stressogena, il sistema della paura e il dolore, e producono vari benefici immunitari. Di qui, l’apprezzamento di Brunetti nei confronti del “Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali” (DSM-5), definendolo la Bibbia degli psichiatri. Il cervello dell’uomo di 1500 centimetri cubici ha cento miliardi di neuroni, che si collegano tra di loro in modo diverso da un momento all’altro e produce un numero straordinario di stati mentali superiori a tutto il creato.
A sua volta, il genoma umano con 30. 000 geni, composti da quasi tre miliardi di basi di DNA, si modifica con l’esperienza e l’apprendimento, pertanto
anche i gemelli omozigoti sono diversi. Brunetti a questo proposito tra gli altri cita opportunamente Darwin ed Edelman. Alcol, cocaina, piombo, antiepilettici durante la
gravidanza possono determinare nei bambini disturbi dell’apprendimento, depressione, schizofrenia, autismo, disturbi sessuali e morte nella culla per alterazioni biochimiche come sostenuto da Swaab.  Mediante il brain imaging si è potuto stabilire poi che
le esperienze spirituali, religiose e mistiche attivano aree cerebrali diverse ed in particolare l’area di gratificazione che contiene la dopamina. Lo sviluppo delle neuroscienze secondo Brunetti produrrà effetti benefici non soltanto in medicina e
psichiatria, ma sull’umanità, sullo sviluppo mentale e sociale del bambino e in specie sulle persone con malattie cerebrali.
L’uso dell’alcol e delle droghe si è esteso anche nei giovani e nei ragazzi (un milione di ragazzi e ragazze tra 14 e 18 anni). È nata una generazione, figlia di una
cultura permissiva, che si trasmette in Internet e occupa molto tempo. Sono i “nativi digitali” interconnessi, multitasking che usano il computer, il telefono da tasca e strumenti di nuova generazione. Vi è distacco profondo, sostiene Brunetti, tra la vita digitale (virtuale), dove tutto è permesso, e la vita reale, fatta di senso di responsabilità, partecipazione, norme e doveri. Tamatki Saito nel 1998 ha introdotto il termine “hikikomori” per indicare “uno stato di evitamento del contatto sociale”. Si tratta di una nuova categoria  diagnostica chiamata “nevrosi da ritiro sociale” descritta per la prima volta nel 1978 da Kashara.
Sono situazioni che possono produrre dipendenza patologica, compulsioni, ansia, depressione e scarso profitto scolastico. In Italia, vi sono due milioni di soggetti connessi ad Internet e non si sono formulate riforme, come negli USA, per proteggere bambini e ragazzi dei due sessi dalla aggressività, sessualità e
pornografia. Andreoli afferma che il bambino televisivo e il ragazzo del web diventano obesi, impacciati nei movimenti e hanno difficoltà a comunicare in famiglia,
a scuola e con gli amici.

La scuola, afferma Brunetti, deve avviare un nuovo modello pedagogico e
introdurre nuovi sistemi didattici fondati sull’empatia, la generosità, l’altruismo e la ricerca.
Nell’ultimo capitolo del volume, l’autore si occupa delle recenti e future ricerche sul cervello con la “sinfonia” dei neuroni che realizza una moltitudine di comportamenti: atti di creazione, di distruzione, scoperte, riflessioni, seduzioni, amore, odio, gioia, tristezza, egoismo, solidarietà.
Nelle neuroscienze vi sono infine “localizzazionisti”,secondo cui le distinte funzioni cerebrali dipendono da aree del sistema nervoso specializzate e separate e i “distribuzionisti”, per i quali il cervello umano fa affidamento su “popolazioni” di neuroni multitasking,
in grado di svolgere molti incarichi contemporaneamente e distribuiti in molti punti diversi, per effettuare ognuna differenti funzioni cerebrali. Le recenti scoperte delle neuroscienze sono a favore del modello “distribuzionista” per realizzare la “vera anima del cervello”.
Leggere e riflettere su questo ricco, aggiornato e
appassionante libro di Brunetti, è veramente un giusto
consiglio, non solo per i medici e gli psichiatri, ma anche
per il lettore non specializzato, i genitori e gli insegnanti, i quali vorranno conoscere e comprendere queste nuove acquisizioni per seguire e valutare responsabilmente lo sviluppo normale o anormale dei ragazzi, ed espandere la loro visione del mondo, dell’essere umano e della società.

La complessità è consapevolezza critica del rapporto ‘mobile’ tra le nostre teorie e modelli e la ‘resistenza’ del mondo, delinea un arcipelago di conoscenze multiconnesse e attraversate sistemicamente dall’incertezza

di Ignazio Licata

Si tratta di un’opera che ci offre, con stile gradevole, rigoroso e sintetico mai disgiunto da tensione etica, una panoramica sui formidabili sviluppi della nuova,
affascinante scienza del cervello e della mente. Sono argomenti che hanno una forte attrazione e rappresentano un meraviglioso campo di ricerca sempre alla scoperta di insolite, illuminanti frontiere.
Vincenzo Rapisarda

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