Nuovi modelli di cervello

Sincronizzazione ….

Pag.39: Il futuro della mente di Michio Kaku

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Ogni nuova scoperta scientifica ha sempre portato con sè un’idea nuova di cervello. Uno dei primissimi modelli era il cosiddetto omuncolo, un omino che viveva all’interno del cervello e che prendeva tutte le decisioni. La spiegazione però non era molto utile, perchè non spiegava cosa succedesse nel cervello di questo omino: ce n’era forse un altro nascosto all’interno del primo.

WatchDavinci2-1250x1000Con l’arrivo dei primi strumenti meccanici, venne proposto il modello ” della macchina “, con cui si paragonava il cervello a un orologio dotato di ruote e ingranaggi meccanici. Tale analogia fu utile a scienziati e inventori: Leonardo da Vinci, per es. progettò un vero e proprio uomo meccanico.

Verso la fine del diciannovesimo secolo le macchine a vapore iniziarono a plasmare i nuovi imperi,ed emerse un’altra analogia: quella con il motore a vapore e i suoi flussi enegetici in competizione tra loro. Secondo alcuni storici tale modello idraulico avrebbe influenzato la visione del cervello di Sigmund Freud, dato che per lui le principali Marshall Cavendish International forze in costante lotta tra loro nel cervello erano tre: l’ego ( che rappresenta il sè e il pensiero razionale), l’id ( i desideri repressi ) e il superego ( la nostra  coscienza ).Io-e-super-Io In linea con il modello, un conflitto tra queste forze può causare un accumulo di pressione in grado di determinare la regressione o il generale tracollo dell’intero sistema. Era un modello ingegnoso ma, come ammise lo stesso Freud, necessitava del contributo di studi dettagliati del cervello a livello neuronale , cosa che avrebbe richiesto un altro secolo.

All’inizio del secolo scorso, con l’avvento del telefono, si affacciò una nuova analogia: il gigantesco centralino telefonico. Il cervello era ora una maglia di linee telefoniche connesse tra loro in una vasta rete, e la coscienza non era altro checentralino telefonico una lunga linea di centralinisti seduti di fronte a un grande pannello di interruttori, impegnati a collegare e scollegare cavi; sfortunatamente, il modello non spiegava come questi messaggi andassero a formare l’unità chiamata cervello.

Con l’avvento dei transistor divenne popolare un altro modello, quello del computer. Le centraline telefoniche ormai obsolete, furono sostituite da microchip contenenti centinaia di milioni di transistor: ciò che chiamiamo mente era forse solo un software installato su un “wetware” ( ovvero un hardware composto da tessuto cerebrale  piuttosto che da transistor). Tale modello, che resiste ancora oggi, ha dei limiti in quanto non può spiegare in che modo quest’organo esegua calcoli che richiederebbero un computer delle dimensioni della città di New York. Il cervello non dispone di alcuna forma di programmazione, non ha un sistema Windows o un processore Pentium ( e, nonostante sia estremamente veloce , un Pentium presenta sempre un collo di bottiglia: tutti i calcoli devono passare attraverso questo singolo processore. processore-intelNel cervello, al contrario, un impulso neurale è relativamente lento, ma il sistema sopperisce con cento miliardi di neuroni, i quali elaborano dati in maniera simultanea. In questo modo un processore parallelo lento può battere un singolo processore veloce).

L’analogia più recente è quella che accosta il cervello a internet e ai miliardi di computer collegati tra loro. La coscienza, in questa immagine, è un fenomeno ” emergente “, che affiora quasi per miracolo dall’azione collettiva di miliardi di neuroni ( il problema di questa teoria è che non dice assolutamente nulla di come un simile miracolo avvenga, e nasconde la complessità del cervello sotto il tappeto della teoria del caos ).

Non c’è dubbio che tutte queste analogie si basino su un fondo di verità, ma nessuna di esse è in grado di catturare la vera complessità del cervello. L’analogia che personalmente ritengo più utile ( anche se imperfetta ) è quella di un’azienda di grosse dimensioni: troviamo qui un apparato burocratico immenso e linee di comando complesse, che gestiscono un ampio flusso di informazioni fino all’amministrazione centrale; qui dove si trova l’amministratore delegato, si prendono le decisioni. Se tale analogia fosse valida, dovrebbe spiegare alcune particolari caratteristiche del cervello.

marvin minskyAscoltate attentamente – la discussione maliziosa, eclettica e deliziosamente disinteressata di Marvin Minsky sulla salute, la sovrappopolazione e la mente umana, confezionata con sagacia: arguzia, saggezza e un briciolo appena di furbizia; sta scherzando? Un avviso.

SFI Community Lecture – Dan Dennett and Michael Gazzani

 Tenerezza-Un prezioso valore trascurato Giancarlo Livraghi – sttembre 2013

 Fatti di parole: il linguaggio della mente secondo Steven Pinkerdeclino della violenza

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Dan Gilbert, l’autore di Stumbling on Happiness (Inciampando nella felicità), sfida l’idea che saremo infelici se non otteniamo quel che vogliamo. Il nostro “sistema immunitario psicologico” ci permette di sentirci davvero felici anche quando le cose non vanno come avevamo programmato.

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Niente panico……

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