Processi dinamici

lewis mumford

“Tecnica e cultura affronta una delle questioni centrali e persistenti nella riflessione intellettuale del secolo appena concluso” dall’introduzione del prof. Salvatore Veca

Dagli utensili alle macchine verso le macchine-utensili

La distinzione fondamentale tra una macchina ed un utensile consiste nel grado di indipendenza nel lavoro dall’abilità e dalla forza dell’operatore: l’utensile è tipico del lavoro a mano, la macchina dell’azione automatica.

trapanoNel tornio o nel trapano, si trova l’accuratezza della macchina più perfetta, unita alla tesa attenzione dell’operatore. In genere la macchina tende alle specializzazioni delle funzioni. mentre l’utensile porta all’adattabilità. tornioLo sviluppo della macchina è il più appariscente fenomeno tecnico degli ultimi mille anni, la macchina, come punta per forare o come ruota del vasaio, è esistita almeno fin dai tempi neolitici.

L’orologio, e non la macchina a vapore, è lo strumento basilare della moderna era industriale

Durante i primi sette secoli dell’esistenza della macchina, i concetti di tempo e spazio furono assoggettati ad uno straordinario cambiamento e nessun aspetto della vita rimase indenne dalla trasformazione. L’applicazione di metodi di pensiero quantitativi allo studio della natura ebbe la sua prima manifestazione nella misurazione regolare del tempo. Dal tredicesimo secolo esistono sicure notizie di orologi meccanici, e nel 1370 Heinrich von Wyck costruisce a Parigi un buon orologio moderno.orologio di un monastero

Le nuvole che potevano rendere inutile la meridiana, il gelo che poteva arrestare l’orologio ad acqua, in una notte d’inverno, non erano più degli ostacoli alla misura del tempo; estate e inverno, giorno e notte, l’uomo veniva ammonito dallo scandito rintocco dell’orologio.re Le campane della torre dell’orologio vennero quasi a definire l’esistenza della città. La misura del tempo divenne un servirsi del tempo, un contare il tempo, un regolare il tempo. Quando ciò avvenne , l’eternità gradualmente smise di essere la misura e lo scopo delle azioni umane. L’orologio è servito di modello per molti altri tipi di congeggni meccanici, e lo studio dei movimenti che ha accompagnato il perfezionamento dell’orologio, con tutti i vari ingranaggi  e trasmissioni che sono stati elaborati, ha contribuito al successo di categorie assai diverse di macchine.

Quando si pensa al tempo non come un seguito di esperienze, ma come un insieme di ore,minuti e secondi, si crea l’abitudine di considerare il tempo e di risparmiarlo. Il tempo astratto divenne il nuovo ambiente vitale. Le stesse funzioni organiche ne vennero regolate. Il più vasto uso dell’orologio è accompagnato dal diffondersi del senso del tempo, dissociando il tempo dalle sequenze organiche.

freccia-del-tempoTra il 1400 e il 1700 avvenne nell’Europa occidentale un cambiamento rivoluzionario nella concezione dello spazio. Lo spazio come gerarchia di valori venne sostituito dallo spazio come sistema di grandezza. In questa nuova rappresentazione del mondo, la grandezza non significava l’importanza umana o divina, ma la distanza. Al tempo stesso , sulla base posta da pittori e cartografi, sorse un interesse nello spazio come tale, nel movimento come tale, nello spostamento come tale. Complex_tree-copy2Le categorie del tempo e dello spazio, prima praticamente divise, erano diventate una sola cosa e le astrazioni del tempo misurato e dello spazio misurato avevano minato i vecchi concetti dell’infinito e dell’eternità. Era sorta la tendenza a servirsi dello spazio e del tempo che essendo collegati  al movimento potevano contrarsi o espandersi: era cominciata la conquista dello spazio e del tempo. Ecco il primo passo verso il servirsi  della complessità sistemica.

La sinfonia silenziosa: la virtualità del reale

intelligenza collettiva4Il filosofo Pierre Levy per definire cosa si debba intendere per “virtuale” propone di rifarsi al suo etimo e, precisamente, alla parola latina “vis” (forza, potenza) nell’accezione che del termine si fa in ambito metafisico: virtuale è ciò che è in potenza e non ancora in atto (l’albero è virtualmente presente nel seme, il seme è l’albero in potenza, anche se ancora non esiste come tale). Per Levy non è reale solo ciò che è “sensibile” ma è reale ciò che ha delle conseguenze per l’individuo, influenzandone il suo spazio di vita. In genere, invece, nel senso comune, viene definito virtuale ciò che non ha a che fare con la nostra sensibilità fisica. “Virtuale” viene inteso come un attributo che relega l’oggetto, la persona o la situazione da esso specificata in una zona di “irrealtà”. Virtuale come opposto di reale ovvero naturale, dove per “reale” si intende ciò che può essere esperito con i nostri sensi a diretto contatto con la fonte di sensazione e senza la mediazione di qualsivoglia artefatto. Tale visione risente dell’influenza di una cultura meccanicistica, assoluta e rassicurante, intrinsecamente dipendente dalla concezione di una realtà oggettiva, unitaria e lineare; concezione che è ormai stata superata.

Pierre Lévy – O que é o virtual? ( video )

Ogni sistema culturale è incarnato nella virtualità biologica

Per quanto il tempo meccanico possa, in un certo senso, venire accelerato o ritardato, come le lancette di un orologio o le immagini al cinema , il tempo organico si muove in una sola direzione, attraverso il ciclo della nascita, della crescita, dello svviluppo, della decadenza e della morte: il passato che è già morto, resta presente nel futuro che deve ancora nascere. apostrofoIl servirsi  della complessità sistemica è l’evoluzione stessa della vita fin dalla prima molecola che si è unita ad un altra. Nella grande orchestra  della VITA stiamo accordando gli strumenti per poter esprimere  la comunicazione armoniosa con se stessi, con l’altro, con la totalità.

Il bosone di Higgs, il satellite Planck e la teoria del Big Bang – ( video )

smile3 piccola…….Buona danza della vita