Dalla sofferenza alla pienezza

Per uno studio fenomenologico, partendo dall’opera musicale di Beethoven.

beethovendossiIn Beethoven c’è un misterioso e inedito itinerario dalla sofferenza alla pienezza. Il suo viaggio musicale possiede le cratteristiche della più grande avventura umana di ascesa dal caos all’ordine.Un viaggio che parte dal cuore. Dal peso di sentimenti che rimangono irrivelati ed occulti in seno alla specie umana. Beethoven conseguì una rivelazione che ci parla di noi stessi.

Chissà se potremo un giorno, estendere la nostra vita allo stato di rivelazione, cioè alle sue forme inesplicabili e irrazionali. Ciò può soltanto avvenire attraverso le opere creative. Il poeta e il musicista, parlano dentro di noi sopra il nostro io assoluto. Le opere di Beethoven, a prescindere dal loro valore estetico permanente, possiedono la qualità di un drammache si sviluppa all’interno del dramma dell’evoluzione umana, come una forza ascendente, come un impulso di organizzazione dell’energia verso le mete più profonde della vivencia. Non è una crescita nella sfera di evoluzione cognitiva. E’ qualcosa di molto più trascendente, un impulso di ottimizzazione dei sentimenti umani.

L’immensità della vita si manifesta appena al pensiero e all’analisi. L’insperato di certe oper di Beethoven risiede nella ierofania, nella spaventosa intimità che si rivela negli echi musicali, nella sua affascinante nudità. Quando i musicologi descrivono la transizione di Beethoven dal classicismo di Haydn e Mozart al Romanticismo, si riferiscono a fenomeni culturali e non al cambiamento biologico dell’energia neghentropica che Beethoven rappresenta per tutta l’umanità. Egli realizzò un’impresa titanica nell’universo dei sentimenti: condurre le forze della vita, tenerezza, sofferenza, passione, disperazione, allegria, coscienza di se stesso, senso della morte, forza determinazione, amore, impotenza, necessità d’infinito….. dalla sua sorgente interiore al linguagio musicale, a forme e strutture di serena grandezza ed unità.

beethovenNoi uomini apprendiamo da Beethoven una specie di alchimia per trasferirci dalla sofferenza alla pienezza, per trasformare energia entropica in energia neghentropica, disordine in ordine, disorganizzazione in struttura organica. La sonata chiamata ” Patetica ” è un esempio di questa alchimia. Il primo movimento è realmente l’espressione di una emozione patetica, che suscita sentimenti contrastanti di pietà e tristezza, entusiamo e disperazione. Nel secondo movimento la profonda e oscillante commozione interna, si trasforma in un adagio cantabile sublime che evolve sino al rondò finale, amabile e affascinante.

Yundi – Beethoven, Adagio Cantabile (from Sonata Pathétique No. 8, op. 13)

Tutta la sua traiettoria è il dramma della trasmutazione dell’energia, dall’abisso alla vetta, dalle tenebre alla luce. dalle tenebre alla luce

Nel suo primo periodo, assume la tradizione formale, l’eredità mozartiana ed i temi classici. Esempi del primo periodo.

Beethoven piano sonata no. 13 op. 27 in E flat major (Full)

La Sonata op 2 n 1 di Beethoven illustrata al pianoforte da Pietro Rigacci

Un secondo priodo inizia con la liberazione dei modelli classici e appaiono le sue preoccupazioni sociali. Il linguaggio musicale diventa epico e moltitudinario. Successivamente entra nella zona piena di emozioni persoanli, di amore,sentimento di profondo vuoto, passione, confusione di sentimenti, solitudine e nostalgia.

BEETHOVEN – Symphony no. 3 “EROICA” – Leonard Bernstein

Al terzo periodo, più audace, più libero e profondo. La scoperta della propria forza ed individualità rappresenta lo sbocciare di un’energia inedita nella musica. Un vero paradigma musicale del cammino che va dal caos all’ordine è ” La tempesta “, passaggio che corrisponde alla 6° sinfonia ” Pastorale “.

DANIEL BARENBOIM-SONATA TEMPEST- BEETHOVEN- 1ST mvt

Ci sono dei prodigi sotto la forza occulta della musica di Beethoven. La vita assume la forma di una sinfonia. La forza del destino è totalmente scontata. L’artista come ogni essere umano, non sceglie la sua vita, ma la sviluppa e la vive. Neppure si abbandona al destino, ma gli riconosce la sua forza. I quartetti Rasumovsky mostrano questa saggezza umana che proviene dal ritorno, dall’uragano genetico verso l’ordine sovracosciente delle energie della vita.

Beethoven String Quartet Op. 135 in F Major – Ariel Quartet (full)

beethoven è la rispostaLa gravità e profondità dei suoi ultimi quartetti, senza solennità nè magniloquenza, parlano alla parte più interna dell’intimità, con sincerità nuda, come se – essendosi riconciliato con il proprio minotauro – tornasse ad essere un bambino.

La Nona Sinfonia è l’apoteosi dell’allegria, l’affermazione della vita e della grandezza dell’uomo. Fu composta nel periodo finale, quando il musicista era completamente sordo. La sua creazione non fu un “meccanismo di compensazione” dei suoi dolori e della sua solitudine, ma il prodotto della sua sovrabbondanza, della sua capacità di riscattare dalle tenebre il germe dell’illuminazione.goccia d'acqua sorriso

Bruno Aprea dirige L’Inno alla Gioia dalla IX Sinfonia di Beethoven