Natura e cultura

 Adriano Favole. Un’antropologia delle vie di fuga. ( video )

adriano favoleCiascuno di noi sperimenta una doppia condizione, una doppia tensione: da un lato è rivolto verso se stesso, il proprio branco, il proprio gruppo di appartenenza, Paese e cultura. Dall’altro è curioso e attratto dall’altro da sé, cioè da tutte quelle possibilità che esistono fuori dal suo piccolo mondo. Allo stesso modo una cultura da un lato guarda al passato e alle proprie radici, tentando di tutelarle e quindi di perpetrarle, dall’altro ha una naturale tensione verso il futuro e lo sviluppo.

E potrebbe sembrare una questione semplice ma la domanda “come mai le diverse culture non rimangono separate, come mai non rimaniamo chiusi nel nostro guscio?” non è affatto banale. Sappiamo che le culture, nonostante tutto (guai, guerre, incomprensioni, oppressioni, razzismi), dialogano. Sappiamo, lo vediamo che gli individui appartenenti a orizzonti linguistici differenti, dialogano. Ma non è banale spiegare il movente di questo dialogo. Cioè: perché accade?

Questo libro cerca di darvi una risposta. Per prima cosa si tratta di capire che cosa siano le culture, poi bisogna mettere da parte l’atteggiamento politically correct, sia l’imperativo morale di accettare tutto, di eliminare le differenze, magari a parole (certe cose non si possono dire), di fingere che ogni cultura vada bene, sia da accogliere e accettare. Il rischio? Una comunicazione fredda, astratta. Da un lato si rischia poi di vivere nel perenne timore di dire e fare qualcosa di sbagliato (di essere razzisti); dall’altro, si può diventare indifferenti alle altrui culture. Molto meglio mettersi in discussione e ammettere pure che alcune abitudini, alcuni usi e costumi ci paiono del tutto assurdi. Magari sbaglieremo ma l’apertura verso l’altro sarà sincera.

mafalda e la menteE poi? E poi dovete mettervi in cammino e compiere gli 8 passi suggeriti dall’autore e studiare come dialogano le culture. Si comunica spesso per sbaglio: prestiti, contaminazioni, influenze, distorsioni, equivoci… l’antropologia si interessa proprio di questo dialogo indiretto. Non si tratta di “saltellare” da una cultura all’altra, come se le culture fossero dei contenitori chiusi. Si tratta di andare ad analizzare gli spazi tra questi orizzonti linguistici differenti, ciò che sta nel mezzo perché la comunicazione è più qualcosa che si estende, che si intreccia. È un libro piccolo, agile ma illuminante! Quindi siate curiosi, un po’ scorretti e tenete il cervello spalancato.

francois jullienL’indifferenza che si accentua, giorno dopo giorno, tra gli amanti, senza che nemmeno se ne accorgano, e così pure le rivoluzioni che si rovesciano, senza clamore, in privilegi, o ancora il riscaldamento del pianeta: tutte modificazioni che si producono apertamente davanti a noi ma in maniera così continua che non le avvertiamo. Attraverso il pensiero cinese, François Jullien getta luce su quelle “trasformazioni silenziose” che, sotto la risonanza dell’evento, rendono conto della fluidità della vita.

Pedro Domingos: “The Master Algorithm” | Talks at Google

Cosa sa fare e può fare un robot? In che modo sostituisce o è complementare al lavoro umano? Ne discutono il direttore scientifico dell’istituto italiano di tecnologia e un robot.( video )

Indiani d’America! Yeha Noha (canto tradizionale Navajo)

Apache song – Tatankail canto degli antenati

Perché la musica, di ogni genere, è capace di sollecitare le nostre emozioni e ci trasporta, dopo appena qualche accordo, in un mondo altro? La domanda non è certo originale e indubbiamente molti sono stati gli studiosi che, nel corso del tempo, si sono cimentati nell’arte dell’interpretazione, spesso con risposte scientificamente molto articolate e, per giunta, in un orizzonte multidisciplinare. Ma il tema non è riservabile esclusivamente per gli addetti ai lavori.

Ly O Lay Ale Loya (Circle Dance) ~ Native Song

L`antropologia di Margaret Mead ( video )

L`unità audiovisiva, mediante il prezioso supporto di filmati originali in bianco e nero, ripercorre le tappe più significative della biografia di Margaret Mead (1901-1978). L`antropologa, seguendo il suggerimento del “maestro” Boas, si reca nelle Samoa americane per studiare il passaggio dall`infanzia all`adolescenza. Seguono le ricerche condotte in Nuova Guinea dove la Mead affronta il passaggio dall`adolescenza all`eta` adulta. A Manus vivrà insieme agli indigeni nei loro caratteristici villaggi costruiti su palafitte. Il filmato, oltre alle sequenze originali di documentari in bianco e nero, comprende un`intervista a John Kilipak, “l`uomo più vecchio del villaggio”, sull`attività della Mead a Manus. Margaret, si sposa, in terze nozze, con il collega Bateson, con il quale condurra` ricerche a Bali ( e con il quale realizzera` alcuni tra i primi documentari etnografici, avvalendosi dell`uso della telecamera e della macchina fotografica). Nel 1939, diviene madre di Mary Katherine. Il filmato, mediante una testimonianza della stessa Mary Katherine Bateson , che commenta delle immagini di filmini originali in cui compare bambina, illustra la concezione “progressista” di Margaret della maternità. Le ultime sequenze del documentario si riferiscono al ritorno della Mead a Manus, che, già divenuta base per le operazioni americane nel Pacifico durante la Seconda Guerra mondiale, è stata “civilizzata”. Una Margaret ormai anziana e malata pronuncia il suo discorso d`addio sotto un violento uragano: morirà nel 1978.

Nella controversia tra natura e cultura, nessuno ha la risposta assoluta, ed è per questo che è importante conciliare le due prospettive.Tradizionalmente, la natura fa la sua parte per prima, facendo evolvere un cervello; dopo di che, è il turno della cultura, che lo arricchisce di informazioni. In realtà la natura non viene prima della cultura. Le due si alternano: ogni fase di apprendimento ” culturale ” prepara il terreno per la fase successiva di apprendimento ” naturale “e viceversa. La natura si evolve partendo da ciò che le prepara la cultura. La crescita evolutiva delle aree associative della corteccia si fonda sull’apprendimento neurale delle aree sensoriali.

goccia d'acqua 2

 

a presto…..