Economia cognitiva

algoritmi 9 che hanno cambiato il mondoQuotidianamente, senza pensarci troppo, con i nostri strumenti tecnologici (ingombranti computer o eleganti dispositivi mobili), facciamo cose che probabilmente anche Einstein avrebbe considerato “straordinarie”: cerchiamo in rete, tra miliardi di documenti, quei due o tre soltanto che ci interessano davvero; archiviamo dati in quantità enormi; facciamo acquisti, probabilmente in contemporanea con altre migliaia di utenti; trasmettiamo informazioni confidenziali, come il numero della carta di credito, in modo sicuro; comprimiamo le dimensioni di immagini di molti megabyte per inviarle via email; e, infine, facciamo ricorso, inconsapevolmente, all’intelligenza artificiale quando il nostro smartphone corregge in maniera automatica i nostri messaggi. Se siamo diventati così “bravi” lo dobbiamo ad alcune idee fondamentali che sono state sviluppate nel XX secolo – non “idee” solo brillanti, bensì algoritmi: ricette precise che specificano sequenze di passi da compiere per risolvere un problema. Senza un algoritmo come PageRank, Google non saprebbe classificare le pagine web ogni volta che effettuiamo una ricerca; senza algoritmi come quelli della crittografia a chiave pubblica, Amazon o eBay non potrebbero eseguire transazioni sicure; senza gli algoritmi di compressione le comunicazioni via cellulare o chat consumerebbero così tanta banda da risultare farraginose se non impossibili…

Ogni pensiero implica che altri pensieri non vengano pensati. Dobbiamo quindi riconoscere che l’intelligenza è per sua natura limitata. Cognizione, memoria e immaginazione dipendono da risorse scarse: possono essere coltivate con l’uso e l’esercizio e potenziate dalle tecnologie, ma non sono mai illimitate. geoff-mulgan_defTutti noi nella vita quotidiana, dobbiamo decidere quanto impegno riservare ai nostri vari compiti, se più allo shopping o al lavoro, alla ricerca del partner ideale o alla carriera o ancora alle vacanze, con le opzioni che si riducono quanto più si tarda a decidere.

L’automatizzazione di certi tipi di decisioni, che Kahneman-1riduce il consumo di energia, e l’uso dei sistemi 1 e 2 di Kahneman sono per noi un vantaggio. Camminare, mangiare e guidare l’auto sono esempi di attività che con il tempo diventano automatiche. E con il tempo diventano sempre più numerose le operazioni interiorizzate che. inizialmente difficili, diventano facili. Pensiamo senza pensare quando regoliamo automaticamente la respirazione, quando reagiamo d’istinto al pericolo, quando usiamo capacità acquisite nell’infanzia, come quella di nuotare. Sviluppiamo automatismi per suonare un certo pezzo al pianoforte, per giocare a calcio o andare in bicicletta. Imparare è dura ma una volta che una certa abilità è stata appresa compiamo l’operazione corrispondente senza quasi pensare.

Recensione in un tweet: Pensieri lenti e veloci (D.Kahneman)

Ci sono analogie con le organizzazioni che sviluppano con fatica nuove norme e criteri euristici che diventano poi quasi automatici se non del tutto, quando sono supportati da algoritmi. La vita risulta abbordabile quando si crea un approssimativo equilibrio tra capacità cognitiva e compiti cognitivi. Noi ce la facciamo se questi due aspetti si sviluppano di pari passo. Se invece i compiti eccedono le capacità, ci sentiamo inadeguati.

Ecco un esempio: «In un prato c’è una zolla d’erba; ogni giorno la zolla raddoppia di dimensione; ci vogliono 48 giorni per coprire l’intero prato. Quanti giorni ci vogliono per coprire metà prato?». La risposta immediata del sistema 1 è 24 giorni. Ma la risposta intuitiva è sbagliata. Per rendersene conto occorre riflettere, cioè attivare il sistema 2, che dà la risposta corretta, 47.

Osserviamo un modello più generale. Quanto più numerose sono le dimensioni di una scelta, tanto più lavoro richiederà la loro comprensione. Se la scelta è cognitivamente multidimensionale, potremmo avere bisogno di tante persone  e di più discipline per trovare una soluzione praticabile. Se la multidimensionalità è sociale non si potranno evitare lunghe trattative, dibattiti e discussioni nella ricerca di un soluzione condivisa. E se la scelta comporta lunghi cicli di retroazione, che forniscono risultati solo dopo processi di lunga durata, c’è anche il duro lavoro di osservare ciò che realmente accade per trarne conclusioni. Quanto più numerose sono le dimensioni della scelta in questo senso, tanto maggiore sarà l’investimento necessario, in termini di tempo ed energia, per giungere a decisioni corrette. Un’economia cognitiva più evoluta dovrebbe anche censire le forme in cui l’intelligenza è incorporata nelle cose – nel design di oggetti, auto e aerei e nei sistemi – acquedotti,telecomunicazioni e trasporti – in modi che permettono di risparmiarci la fatica di pensare. Analizzerebbe le risorse dedicate alle diverse componenti dell’intelligenza e ai diversi modi di gestirle, individuando alcuni bilanciamenti ( per es, tra decisioni algoritmiche e decisioni umane ) e i modi in cui questi potrebbero variare a seconda del contesto.

UniDida Srl è una giovane società, fondata nel marzo del 2010 dalla partecipazione di diversi soci con competenze miste tecnico-manageriali. didalabL’impresa ha la missione di sfruttare alcuni prodotti tecnologici recentemente resi disponibili sul mercato ed una infrastruttura software sviluppata internamente, per offrire attività didattiche interattive a diverse categorie di utenti, a partire dai bambini dai 3 ai 10 anni per arrivare a tutto l’arco scolastico fino alla formazione professionale.

Ogni forma di pensiero richiede lavoro, ossia un impiego di energia e tempo che potrebbero essere altrimenti utilizzati per coltivare i campi, allevare i figli o andare al bar con gli amici. Le capacità creative e intellettive di un luogohanno chiaramente la possibilitàdi crescere, e utilizzando una combinazione di geografia, sociologia ed economia risulta facile descrivere la trasformazione della Silicon Valley, dell’Estonia o di Taiwan.

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