Strategie di sostenibilità

Sull’impatto dell’uomo sulla natura, che ormai sta creando danni incalcolabili alla biosfera, sono state ipotizzate centinaia di misure, che si sono però rivelate blande e inefficaci e che mai hanno portato risultati concreti. Stanco di assistere a questi fallimenti, il Premio Pulitzer Edward Wilson biologo da sempre interessato al rapporto tra l’uomo, l’ambiente e le altre specie animali – propone una soluzione radicale, proporzionale alla gravità del problema che abbiamo di fronte: destinare metà del pianeta a noi e metà a un’immensa e inviolabile riserva naturale per milioni di specie animali e vegetali. Non è utopia ma un sogno che il progresso umano può realizzare, scrive Wilson, che dedica buona parte del libro a spiegare cosa fare e soprattutto dove farlo: dalle alture della Mongolia al Congo, dall’amazzonia alla Papua Nuova Guinea.

L’umanità ha bisogno di una biosfera

La nostra fragilità corporea è estrema e non vi sono eccezioni possibili. Obbediamo alla ” regola del tre “. usata dall’esercito e da altri corsi di sopravvivenza: ” Senza aria puoi sopravvivere tre minuti, al gelo senza riparo o abbigliamento adeguato tre ore, senz’acqua  tre giorni e senza cibo tre settimane. Prima di mandare in rovina il pianeta, dovremmo comprendere da dove proveniamo realmente come specie e che cosa siamo oggi. I dati disponibili dimostrano che nel cervello umano emergono anche obiettivi trascendenti – al di sopra del sè e della trbù – tutti di origine biologica. Comprendere il significato della vita, ciò che sappiamo e come e perchè lo sappiamo, è la più importanta forza motrice di tutte le discipline scientifiche e umanistiche. Vi è grandezza nel comprendere gli elementi fondamentali dell’evoluzione umana e nell’agire saggiamente tenendo conto di come sono collegati. la forma che tutto ciò sta assumendo si può esprimere in poche parole: La biosfera ha dato origine alla mente umana, la mente evoluta ha dato origine alla cultura e la cultura troerà il modo di salvare la biosfera.

Le discipline che studiano il cervello umano (dalle neuroscienze alla sociologia, dall’economia comportamentale alla psicologia) hanno ormai scardinato la concezione secolare dell’uomo come entità divisa: da un lato la ragione a comandare, dall’altro le passioni da controllare. Un disegno che non rende conto della meravigliosa profondità dell’essere umano, e che anzi ha causato danni sul piano sociale, politico ed economico. L’inconscio non è solo importante, ma è il vero motore del nostro pensiero e delle nostre azioni, il reale e concreto fondamento della ragione. E l’uomo non è un animale razionale e individualista: al contrario, è un animale sociale, definito dalle relazioni con gli altri e legato ai suoi simili. “È come se vivessimo in una casa dove abbiamo sempre saputo che c’era un seminterrato” scrive David Brooks. “Ora però abbiamo scoperto che quel seminterrato è molto più grande di quanto avessimo mai pensato”.

Intervista a Naomi Klein: ‘Trump è un chiaro esempio di politica dello shock’

Intervista a Naomi Klein su Shock Politics

Dall’Inconscio Numinoso ad una Mistica Biocentrica

Le trasformazioni sociali possono avere successo soltanto a partire dalla salute e non dalla nevrosi o dal risentimento. Diversamente, gli scambi sociali sostituiranno soltanto una patologia con un’altra. E’ importante chiarire che la danza, in un senso originale, è il movimento vivencial. Molte persone associano la danza allo spettacolo del “balletto”. Questa è una visione formale della danza. La danza è un movimento profondo che nasce dalla parte più viscerale dell’uomo. E’ movimento di vita, è ritmo biologico, ritmo del cuore, della respirazione, impulso di legame alla specie, è movimento d’intimità. Credo in una danza organica, che risponda ai modelli del movimento che danno origine alla vita. Abbiamo cercato questa coerenza e l’abbiamo trovata, posizioni generatrici, armonia musicale tra gli esseri viventi, risonanza profonda con i micro e i macrocosmi. Il nostro proposito è quello di delucidare queste forme di movimento per un vincolo reale. Soltanto se i nostri movimenti restaurano il loro senso vincolante, riusciremo a rinascere dal caos osceno della nostra epoca. Partecipiamo così ad una visione differente. Abbiamo accesso ad un nuovo modo di vivere risvegliando la nostra sensibilità assopita. Siamo troppo soli, nel mezzo di un caos collettivista. C’è un modo di stare assenti in tutta la nostra presenza. Nell’atto di non guardare, non ascoltare, non toccare l’altro, lo priviamo sottilmente della sua identità. Non riconosciamo in lui una persona. Stiamo con lui, ma lo ignoriamo. Questa squalificazione, cosciente o inconscia, ha un senso terroristico che include tutte le patologie dell’Ego. Celebrare la presenza dell’altro, esaltarla nell’incanto essenziale dell’incontro è, in questo caso, l’unica possibilità salutare.La tenerezza: qualità di una presenza che concede presenza. Ciò di cui necessitiamo per vivere è un sentimento di intimità, di trascendenza, di associazione godereccia e di discorsi stimolanti . E’ proprio in queste necessità naturali che poniamo i nostri obiettivi. Sappiamo che la consistenza essenziale non può provenire da un’ideologia , ma dalle vivencias in azione. La nostra finalità è attivare, attraverso la danza e gli esercizi di comunicazione in gruppo, profonde vivencias armonizzatrici. Rolando Toro Araneda

Crisi climatica e Antropocene: i problemi, le soluzioni | Luca Mercalli | TEDxTorino

Nei primi decenni del Novecento il pensiero lineare e riduttivo su cui si basa la scienza newtoniana è stato messo in crisi dagli sviluppi della nuova fisica. Questa crisi, che l’autore definisce “punto di svolta”, dipende dalla nostra ostinazione teorica. Solo un superamento del riduzionismo ispirato a una visione olistica, ecologica del mondo potrà, secondo l’autore, aiutarci a sciogliere i nodi problematici del nostro tempo.

Ugo Mattei: “Quale diritto per la condivisione dei diritti comuni”

È possibile che il diritto privato possa assumere un significato ecologico? Possiamo difendere la natura e i beni comuni tramite la proprietà privata e lo strumento del contratto? Disponiamo davvero di regole di responsabilità sufficienti a garantire e proteggere il diritto alla salute delle generazioni future? Il nostro ambiente, i nostri territori sono davvero al riparo di fronte alle impetuose trasformazioni tecnologiche dell’era in cui viviamo? In questo saggio, Ugo Mattei, giurista di fama internazionale, e Alessandra Quarta esplorano queste e molte altre questioni ad esse correlate, proponendo una discussione concisa ma esauriente degli istituti fondamentali del diritto privato in una prospettiva ecologica.

Stewart Brand si dichiara un ambientalista ” 4 volte eretico “

Nuove fonti energetiche e catalizzatori per ottenere una produzione chimica economica e a resa elevata potrebbero stimolare la competitività dell’industria europea.

Torino, lo show dei droni al posto dei tradizionali fuochi di San Giovanni: è la prima volta in Europa

 

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