Neurobiologia della coscienza

damasioCome e perché sono sorte le culture? Come si spiega lo sviluppo di pratiche, strumenti e idee quali le arti, l’indagine filosofica, le regole morali e le fedi religiose, la giustizia, i sistemi di governo, l’economia, la tecnologia e la scienza? Perlopiù si risponde a questa domanda invocando una caratteristica peculiare della nostra specie, il linguaggio verbale, insieme ad altri tratti quali l’elevato grado di socialità e un intelletto superiore. Una spiegazione a prima vista ragionevole, eppure carente, giacché trascura il ruolo che i sentimenti e le emozioni svolgono nel motivare le azioni individuali e collettive che danno origine alle culture. Ma c’è di più: se negare a mammiferi e uccelli i sentimenti collegati all’emozionalità, e quindi la coscienza, è tesi ormai insostenibile, ci aspetteremmo tuttavia che pratiche e strumenti culturali fossero possibili, data la loro complessità, solo in creature molto evolute, dotate di una mente e di una organizzazione cerebrale di livello superiore. Non è così. I sentimenti traggono infatti il loro potere da un principio di regolazione della vita, l’omeostasi, che è riscontrabile in ogni organismo e che gli consente non solo di perdurare, ma di prosperare. Essa è il filo invisibile che unisce le nostre menti al brodo primordiale in cui la vita ebbe inizio. Scopriamo così, non senza stupore, che i batteri, organismi unicellulari privi di mente e di cervello, hanno regolato per miliardi di anni la propria esistenza seguendo uno schema automatico che prefigura comportamenti usati dagli esseri umani nella costruzione delle culture, incluse forme avanzate di socialità e di cooperazione. Se le cose stanno così, l’inconscio umano affonda le radici più in profondità e più lontano di quanto Freud e Jung abbiano mai immaginato.

Lezione di Antonio Damasio

il sè viene alla mente

Il sè apre la strada alla speculazione e all’avventura della scienza, due strumenti specifici grazie ai quali è possibile contrastare la guida fuorviante del sè abbandonato alle sue sole risorse. La progressiva globalizzazione della coscienza umana causata dall rivoluzione digitale, per esempio, conserverà gli obiettivi e i pricipi dell’omeostasi fondamentale come li conserva l’attuale omeostasi socioculturale? Connettere la personalità alla biologia è un inesauribile fonte di ammirazione e rispetto per tutto ciò che è umano. Collocare la costruzione della mente cosciente nella storia della biologia  e della cultura apre la strada alla riconciliazione tra l’umanesimo tradizionale  e la scienza moderna: quando le neuroscienze esplorano l’esperienza umana addentrandosi negli strani mondi della fisiologia cerebrale e della genetica, la dignità umana non solo è conservata, ma viene riaffermata. Sapere in che modo funziona il cervello conta qualcosa ai fini del modo in cui viviamo la nostra vita? Io credo di sì: conta e molto; a maggior ragione se ci interessa sapere non solo chi siamo adesso, ma anche ciò che possiamo diventare.220px-CellulaEucarioteProcariote.svg

All’alba della vita, mentre prospere colonie di batteri sembravano aver preso possesso del pianeta, si formarono i primi organismi indipendenti: cellule singole dotate di nucleo che potevano sopravvivere senza dipendere da associazioni simbiotiche. Sotto molti aspetti, una singola cellula è un’anteprima di quello che sarebbe diventato un organismo come il nostro. Il citoscheletro è l’impalcatura dell’organismo cellulare, come lo scheletro osseo lo è per noi. Il citoplasma corrisponde all’interno del corpo con tutti i suoi organi. Il nucleo  è come il cervello e la membrana cellulare è come la cute. Gli organismi pluricellulari sono costituiti di numerosi organismi unicellulari, organizzati in modo cooperativo, e originariamente derivanti dalla combinazione di organismi più piccoli. L’economia di un organismo pluricellulare presenta molti settori, all’interno dei quali le cellule cooperano. Se tutto questo suona familiare e fa pensare alle società umane, è perchè è proprio così: le analogie sono mafalda e il cervellostupefacenti. La vita di un singolo corpo umano è costituita da una moltitudine di vite simultanee e ben coordinate. Per semplici che fossero e siano tuttora, le singole cellule avevano quella che sembrava una ferma e incrollabile determinazione a restare vive, fintanto che i geni all’interno del loro microscopico nucleo ordinavano di farlo. La singola cellula – priva com’è di conoscenza cosciente e di accesso ai sofisticati dispositivi di scelta disponibili invece nel nostro cervello – sembra esprimere un atteggiamento; vuole vivere fino in fondo la vita prescritta dai suoi geni. Ogni cellula del nostro corpo presenta il tipo di atteggiamento non cosciente appena descritto. La mente cosciente si è limitata a rendere conoscibile il fondamentale know-how di quei processi vitali che precedono l’esperienza cosciente di tale conoscenza. La conoscenza implicita è molto sofisticata e non dovrebbe essere considerata primitiva. La sua complessità è enorme  e la sua intelligenza apparente è notevole.

Ciò che l’uomo può imparare da una melma semi-intelligente

neuroneMa come si fa a trasferire le volontà delle singole cellule e dei loro raggruppamenti – volontà prive di cervello e mente – al sè di una mente dotata di coscienza che origina in un cervello? Affinchè ciò accada, dobbiamo introdurre nella nostra narrazione un attore rivoluzionario che cambia le regole del gioco: la cellula nervosa o neurone. La fondamentale differenza funzionale dei neuroni rispetto alle altre cellule ha a che fare con la loro capacità di produrre segnali elettrochimici in grado di modificare  lo stato di altre cellule. La modificazione dello stato delle altre cellule è alla base dell’attività  che dapprima costituisce e controlla il comportamento e in seguito contribuisce alla creazione della mente. I neuroni esistono a vantaggio di tutte le altre cellule dell’organismo. Essi non sono essenziali per i processi fondamentali della vita, come possono facilmente testimoniare le creature viventi che non li possiedono. In organismi pluricellulari complessi, però, i neuroni assistono il corpo nella gestione dei processi vitali. Nel cervello sofisticato delle creature complesse le reti di neuroni finiscono per mimare la struttura di alcune parti di quello stesso corpo a cui appartengono. Le volontà cellulari nascoste finiscono per essere mimate dai circuiti cerebrali. Gli stati del sentire che emergono nel cervello derivano in gran parte dalla profonda relazione esistente tra corpo e cervello.Antonio Damasio. La vita impone che il sistema organico complesso conservi, nel proprio dinamico paesaggio interno, letteralmente decine e decine di parametri entro i loro relativi intervalli. Il processo grazie al quale si raggiunge questo equilibrio è detto Omeostasi.

goccia d'acqua sorrisoEmily Dickinson: E’ più vasto del cielo, il cervello, prova a metterli accanto, e l’uno l’altro conterrà sicuro e inoltre anche te.

CERVELLO CHIAMA UNIVERSO

 

 

 

 

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