Complessità del pensiero complesso

il-tempo-della-complessita-2748Nel suo più recente testo Mauro Ceruti ci mostra come la nuova sfida del futuro non può più rimanere rinchiusa all’interno degli studi epistemologici, ma deve essere accolta come sfida educativa, formativa, psicologica, antropologica e geo-politica al fine di imparare a vivere nella complessità del nostro tempo.
Comprendere la complessità contemporanea significa quindi osservare il mondo all’interno di un’ottica di problematiche che si compenetrano e intersecano come in un’opera di Escher. Le scienze e i saperi che si interrogano e vengono interpellati nello studio della conoscenza umana si intrecciano, a volte esplicitamente altri in maniera più profonda e nascosta, alle dinamiche geo-politiche, morali e culturali dell’essere umano stesso. Ciò risulta particolarmente evidente per l’autore a partire dalla terza globalizzazione, dalla scoperta del Nuovo Mondo, cioè da quel momento storico-fondativo che inaugura in maniera simbolica l’epoca moderna.

Weaving bamboo basket.Da un punto di vista etimologico, la parola complessità è di origine latina; viene da “complectere”  la cui radice plecteresignifica intrecciare, collegare. Essa rimanda all’arte del cestaio che consiste nel formare un cerchio legando insieme l’inizio e la fine di rami di giunco. La presenza del suffisso “com aggiunge il senso della dualità di due elementi opposti che si intrecciano intimamente, senza tuttavia annullare la loro dualità. Ecco perchè si utilizza complecteresia per evocare un combattimento tra due guerrieri sia per parlare del’abbraccio di due amanti. Se perplesso significa dubbioso, incerto, confuso, “perplexus” significava ingarbugliato, aggrovigliato, sinuoso. Esiste sicuramente un rapporto fra perplessità e complessità, poichè un approccio sconsiderato della complessità ci getta in uno stato di indecisione, di dubbio e confusione. Ecco dunque cos’è la complessità a prima vista, un ordito di elementi eterogenei associati in modo inseparabile, che presenta il rapporto paradossale che unisce l’uno al molteplice.Agrodolce La complessità è effettivamente l’ordito di eventi, di azioni, di interazioni, di retroazioni, di determinazioni, di alea che costituiscono il nostro universo fenomenico. E’ così che la complessità si presenta sotto l’aspetto inquietante della perplessità, vale a dire di ciò che è ingarbugliato, inestricabile, del disordine, dell’ambizione, e dell’incertezza. Nella mentalità classica quando in seno a un ragionamento emergeva una contraddizione, era indizio di errore. Nella visione complessa, invece, quando si sfocia per vie empirico-razionali a contraddizioni, non è indizio di errore ma della scoperta di uno stato profondo della realtà, di cui la nostra logica lineare non potrebbe rendersi conto, in ragione proprio della sua profondità. La complessità non è complicazione. roger lewinSecondo Roger Lewin, esiste una scienza della complessità, i cui “oggetti di studio” sono i sistemi complessi adattivi, i sistemi dinamici non lineari, i sistemi sensibili alle condizioni iniziali. Attualmente la parola “complessità” tende ad imporsi: essa designa lo studio dei sistemi dinamici che si collocano da qualche parte tra l’ordine nel quale nulla cambia, come può esserlo quello della srtutture cristalline, e lo stato del disordine totale come nel caso della dispersione del fumo.

Jean-Louis Le Moigne – Partie 5 : Pensée complexe

Intervista impossibile a Niels Bohr

Niels Bohr è stato un pioniere essenziale per la costruzione di un’epistemologia della complessità. Questo autore ha compreso le implicazioni delle trasformazioni teoriche che egli metteva in atto nel campo della microfisica, poichè percepiva la loro portata epistemologica fondamentale. Dobbiamo parlare di  pensiero complesso perchè ci addentriamo in un epistemologia di second’ordine o della conoscenza della conoscenza. Una epistemologia complessa la cui attività collega lo studio dei sistemi osservati alle dinamiche riflessive. ( Autopoiesi elaborante )goccia d'acqua 2 

 

 

 

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