Pensare la complessità

La missione dell’educazione per l’era planetaria di Edgar Morin. 

L’era planetaria comincia tra la fine del XV secolo e gli inizi del XVI con la scoperta dell’America da parte di Colombo, la circumnavigazione della terra da parte di Magellano e la scoperta Copernicana secondo la quale la terra è un pianeta che gira intorno al sole. L’era planetaria si è sviluppata attraverso la colonizzazione, la schiavitù, l’occidentalizzazione e, quindi, attraverso la moltiplicazione delle relazioni e interazioni tra le differenti parti del globo. L’epoca detta della globalizzazione, cominciata nel 1990, dà vita a un mercato mondiale e a una rete di comunicazioni estremamente ramificata su tutto il pianeta. Gli sviluppi scientifici, tecnici, economici promuovono un divenire planetario comune a tutta l’umanità e, al tempo stesso, minacce di morte nucleare e minacce di morte ecologica conferiscono all’umanità planetaria una comunanza di destino. la via della setaE’ diventato di vitale importanza conoscere il destino planetario che viviamo, tentare di percepire e concepire e concepire il caos degli avvenimenti, delle interazioni e retroazioni, in cui si fondano e interferiscono i processi economici, politici, sociali, nazionali, etnici, religiosi, mitologici che tessono questo destino, sapere insomma chi siamo, ciò che ci accade, ciò che ci determina, ciò che ci minaccia, ciò che può illuminarci, avvertirci e, forse, salvarci.

In ogni organizzazione complessa, non soltanto la parte si trova nel tutto, ma anche il tutto si trova nella parte.

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Da dove viene quel naturale senso di attaccamento che i bambini provano nei confronti dei genitori? A quale esigenza biologica ed evolutiva risponde? È soltanto un modo per non perdere la figura di riferimento, per proteggersi dai pericoli, in una reminiscenza ancestrale? Oppure c’è qualcosa in più? Il saggio di Maria Luisa Trinca risponde a tutte queste domande, analizzando l’argomento in profondità, ma riuscendo a mantenere sempre un linguaggio chiaro e semplice, perfettamente comprensibile anche a chi non è esperto dell’argomento. attaccamentoDopo aver dato una serie di spiegazioni precise ed esaurienti, l’autrice si spinge oltre, inglobando nel testo una visione più nuova, recuperando elementi che appartengono a discipline diverse, per offrire un quadro molto più completo sulle relazioni umane e i comportamenti di attaccamento.
Da un punto di vista etimologico, la parola complessità è di origine latina; viene da ” complectere ” la cui radice “ plectere ” significa intrecciare, collegare. Essa rimanda all’arte del cestaio che consiste nel formare un cerchio legando insieme l’inizio e la fine di rami di giunco. La presenza del suffisso “ com ” aggiunge il senso della dualità di due elementi opposti che si intrecciano intimamente, senza tuttavia annullare la loro diversità. A prima vista dunque la complessità è un ordito di elementi eterogenei associati in modo inseparabile, che presenta il rapporto paradossale che unisce l’uno al molteplice. Dobbiamo parlare di pensiero complesso perchè ci addentriamo in un’ epistemologia di second’ordine o della conoscenza della conoscenza. Una epistemologia complessa la cui attività collega lo studio dei sistemi osservati alle dinamiche riflessive.
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teorie sistemiche

SPOKEN WORDS: “CERCARE UNA COSA”, di Roberto Juarroz

neuroquantica

Con NQE si attivano nuove neuro connessioni, si eliminano le abitudini e si rinnova la nostra vita. NQE permette di evolvere verso il nuovo. Il libro porta il lettore a capire i meccanismi che si muovono in lui (neuro), a interagire sul vecchio e come fare agire il nuovo (quantica), liberare così, nel nuovo ciò che da sempre attende di essere liberato: i talenti, le capacità, le abilità innate (evolutiva). Un libro dedicato a coloro che accettano l’idea di sorprendersi e stupirsi di quanto possono fare ed essere.

goccia d'acqua sorrisoIl pensiero complesso è logico ma è anche cosciente del movimento ineluttabile del pensiero e dell’immaginazione che vanno al di là dell’orizzonte logico. Movimento che tenta di paralizzare la logica ” deduttiva identitaria “. Movimento del pensiero che, quando lo si immobilizza, paralizza la nostra comprensione. Il pensiero complesso non esclude la linearità, ma la include molto spesso nella concezione e nella elaborazione di modelli ricorrenti per la conoscenza. La fenomenologia naturale, biologica e umana è una mescolanza di ordine/disordine, necessità/caso, stabilità/dinamismo.

 

 

 

 

 

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