Autorganizzazione dei sistemi viventi

Sempre più si diffonde la consapevolezza che “l’umanità è una” e che, pertanto, “ciascuno è responsabile di suo fratello”. Afferma William Blake: “Ogni cosa che vive, non vive sola, non vive per se stessa”.

Il sistema cerebrale

verso una nuova saggezzaIl cervello umano rappresenta il massimo della complessità e si potrebbe immaginare come un’architettura in continua evoluzione. La più grande realizzazione del cervello umano è certamente il pensiero, anche se quello che sembra renderci così specificatamente umani, la parola, il pensiero, la percezione, l’intelligenza, la coscienza, rappresenta una piccola parte delle funzioni cerebrali. Infatti la sua principale funzione è, in realtà, la regolazione del’organismo. Ogni sbattimento di palpebre, ogni minimo movimento sono allo tempo risposta e retroalimentazione alle e per le scelte di ogni attimo di vita. Nelle ricerche di Gregory Bateson ( 1904-1980 ), antropologo e maestro dell’ecologia della mente, pssiamo scoprire che spesso usiamo il termine MENTE in modo improprio. Gregory Bateson sviluppò un nuovo concetto di mente che rappresenta secondo me, il primo tentativo riuscito di comprendere la scissione cartesiana che ha causato molti problemi nel pensiero e nella cultura occidentale. Bateson propose di definire la mente un fenomeno sistemico caratteristico delle ” cose viventi “. Elencò un insieme di criteri che i sistemi devono soddisfare, perchè possa verificarsi il fenomeno della mente. Qualsiasi sistema soddisfi questi criteri sarà in grado di elaborare informazione e sviluppare i fenomeni da noi associati alla mente: pensiero, apprendimento, memoria ecc….. Secondo Bateson, la mente è una conseguenza necessaria e inevitabile di una certa complessità, la quale ha inizio molto tempo prima che degli organismi sviluppino un cervello e un sistema nervoso superiore. Egli sottolineò anche che caratteristiche mentali sono manifeste non solo in singoli organismi ma anche in sistemi sociali  e in ecosistemi, che la mente è immanente non solo nel corpo ma anche nelle vie e nei messaggi fuori dal corpo.

Mente e autorganizzazione sono aspetti diversi di uno stesso fenomeno: Il fenomeno della vita.

Secondo Ilya Prigogine, fisico, chimico e premio Nobel, i tipi di organizzazione caratteristici dei sistemi viventi possono essere sintetizzati nei termini di un singolo principio dinamico: il principio di auto-organizzazione. Un organismo vivente è un sistema che si autorganizza, il cui ordine non è imposto dall’ambiente, ma è stabilito dal sistema stesso. In altri termini i sistemi che si autorganizzano manifestano un certo grado di autonomia. Ciò non significa che sono isolati dal loro ambiente; al contrario essi interagiscono continuamente con esso, ma non è l’interazione a determinare la loro organizzazione.

L’ordine implicato di David Bohm.

Il punto di partenza di Bohm è la nozione di ” totalità ininterrotta ” ed il suo obbiettivo è quello di esplorare l’ordine più profondo, ” non manifesto “. Egli chiama quest’ordine implicato e lo descrive con l’analogia di un ologramma, in cui ciascuna parte, in un certo senso, contiene il tutto. Nella concezione di Bohm, il mondo reale è strutturato secondo i medesimi principi generali, con il tutto implicato in ciascuna parte. Egli vede mente e materia come interdipendenti e correlate. ma non come connesse casualmente. Esse sono proiezioni che si implicano e racchiudono reciprocamente, di una realtà superiore che non è nè materia nè coscienza. 

Il comportamento del nucleo atomico

L’aspetto nuovo fondamentale della materia nucleare che ne spiega tutte le proprietà insolite è l’intensa forza e la caratteristica che rende questa forza così unica è il suo raggio d’azione estremamente piccolo. Essa agisce soltanto quando i nucleoni si avvicinano moltissimo l’uno all’altro, cioè quando si trovano ad una distanza di circa due o tre volte il loro diametro. A tale distanza la forza nucleare diventa fortemente attrattiva, ma a distanze ancora minori essa risulta fortemente repulsiva, cosicchè i nucleoni non possono avvicinarsi ulteriormente. In questo modo la forza nucleare mantiene il nucleo in un equilibrio molto stabile anche se estremamente dinamico. Ecco qui l’identità chiara e stabile di ogni essere umano.

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