Dall’io al noi: nazionalismo e globalismo

Sappiamo che il potere si sta spostando: da Ovest a Est e da Nord a Sud, dai palazzi presidenziali alle piazze e al cyberspazio, dai formidabili colossi industriali alle agili start-up e, in modo lento ma inesorabile, dagli uomini alle donne. Chi oggi si trova in posizioni di potere è più vincolato, ha meno margini operativi e rischia di perdere il posto come mai prima d’ora. Il potere sta diventando più debole ed effimero: è divenuto più facile da conquistare, ma più difficile da esercitare e più semplice da perdere. Ne “La fine del potere”, Moisés Naím, giornalista ed ex direttore di “Foreign Policy” illustra la lotta tra i grandi protagonisti un tempo dominanti e i nuovi micropoteri che li sfidano in ogni ambito dell’azione umana. Una contrapposizione, quella tra micropoteri ed establishment, che può sfociare nel rovesciamento dei tiranni o nell’eliminazione dei monopoli, ma anche condurre al caos e alla paralisi. Gli esempi sono sotto gli occhi di tutti, nell’ambito degli affari come in quello della religione, dell’istruzione o della famiglia, in pace come in guerra: nel 1977, ottantanove paesi erano governati da autocrati, mentre oggi oltre la metà della popolazione mondiale vive in regimi democratici; nella seconda metà del 2010, i primi dieci fondi speculativi del mondo hanno registrato profitti superiori a quelli complessivi delle sei banche più importanti; gli amministratori delegati sono sottoposti a maggiori vincoli…

U.S.-China 2020: A Year of Living Dangerously

Nationalism vs. globalism: the new political divide | Yuval Noah Harari

Qual è la soglia oltre la quale un conflitto diventa inevitabile? Nello scenario politico-economico contemporaneo, Cina e Stati Uniti sembrano proiettati verso una guerra che nessuno dei due vuole. Il motivo è la trappola di Tucidide: quando una potenza emergente minaccia di spodestare quella dominante, il risultato più plausibile è la guerra. Questa è la dinamica che scandisce da sempre la storia. A proposito della guerra del Peloponneso, che devastò l’antica Grecia, lo storico Tucidide spiegò che furono l’ascesa di Atene e la paura che la sua scalata instillò in Sparta a rendere la guerra inevitabile. Da cinquecento anni a questa parte tali condizioni si sono ripresentate sedici volte. E in dodici casi hanno portato a una conclusione violenta. Nel diciassettesimo caso, l’irresistibile avanzata della Cina rischia di entrare in collisione con un’America inamovibile.
Sia Xi Jinping che Donald Trump promettono di “far tornare grandi” i loro paesi. Ma a meno che la Cina non sia disposta a moderare le proprie ambizioni, o Washington non accetti di condividere il primato nel Pacifico, una guerra commerciale, un cyber-attacco o un incidente in mare potrebbero essere la scintilla che farà esplodere un altro grande conflitto.
In Destinati alla guerra, il professore emerito di Harvard Graham Allison indaga le diverse sfaccettature della contesa tra Stati Uniti e Cina attraverso la lente della trappola di Tucidide. Allison mostra come in passato una prudente e ingegnosa arte di governo sia riuscita a evitare la guerra, e quali dolorosi passi siano oggi necessari per evitare il disastro. Attraverso una magistrale miscela di eventi storici e fatti odierni, il saggio di Allison non mira a predire il futuro, bensì a scongiurarlo.

L’AZIENDA CRYPTO DEI SERVIZI CHE SPIAVA IL MONDO –

Mal-essere e dis-agio

Secondo la neurobiologia interpersonale la salute emerge all’interno di sistemi dalla regolazione ottimale, in cui l’integrazione rende possibile il coordinamento e bilanciamento fra le molteplici componenti differenziate e il loro collegamento in una totalità funzionale. Da questa prospettiva la salute è un processo sistemico che emerge, per es. quando una persona realizza l’integrazione contemporaneamente al proprio interno, nel corpo e a livello relazionale, nei rapporti con gli altri e con l’ambiente. E la salute – l’integrazione – del singolo a sua volta può avere effetti integrativi sul mondo nel suo complesso. Secondo una scoperta affascinante della teoria dei sistemi, i sistemi complessi mostrano una spinta naturale verso l’integrazione, la completezza, la salute. Gran parte dell’ambito della salute mentale si occupa di disturbi che affliggono la vita delle persone. Come mai in questo ambito ci si concentra in maniera tanto prevalente sui disturbi? Ciascuna persona è parte di un mondo più ampio. La mente è un processo emergente e auto-organizzantesi che ha origine con il passaggio di flussi di energia e informazioni attraverso il processo incarnato del cervello e la condivisione della comunicazione all’interno delle relazioni. Definendo un aspetto fondamentale della mente come regolativo, saremo in grado poi di comprendere come rafforzare la capacità di regolazione. La salute è un’etica secolare che può essere abbracciata da chiunque. E se consideriamo la salute come emergenza dell’integrazione le manifestazioni visibili sono la gentilezza e la compassione.

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E’ un aggiornamento quasi monotematico a carattere informativo e didattico. PLV parla di salute, di benessere per prevenire l’invecchiamento, di integrazione sociosanitaria e di una buona prassi in merito, del Comune di Torino. Propone tre libri: la Raccomandazione Siquas su ” I requisiti di qualità nell’integrazione tra sanità e sociale”, di cui sono una delle autrici, con le mie riflessioni,  a margine nella rubrica ” Mille parole per l’eguaglianza; il libro “Ritardare l’invechiamento è possibile” di Felice Strollo e Joan Vernikos sul quale ho intervistato l’autore, che amplia e spiega i contenuti. Ne faccio anche la presentazione, metodo che adotterò anche in seguito, là dove  pubblico l’intervista  all’autore/autrice.

Il terzo libro è un’anticipazione di un ebook Mille musiche diverse- Manuale pratico di Musicoterapia, che sarà disponibile tra pochi giorni, nella collana “per lunga vita”,di Digital Index . L’autrice Gabriella Lo Cascio è un’amica e collaboratrice, sin da quando dirigevo la rivista Servizi socialioggi ( Maggioli editore). Ne parleremo diffusamente quando sarà disponibile. Per ora prendete nota, ne vale la pena.

Infine parlando di invecchiamento e stili di vita segnalo tramite Andrea Imeroni, la delibera adottata dal Comune di Torino per ” Una citta camminabile” di cui Andrea già ci ha parlato su questo sito. Poi sempre in tema di salute, una delle nostre “voci dalla rete” Rosanna Vagge suggerisce di “Curare la cura”.

Una colossale partita a scacchi, nella quale regole numerose e complicate possono cambiare durante il gioco; molti giocatori si affannano sulla stessa scacchiera; i pezzi, che tutti muovono simultaneamente senza aspettare il loro turno, hanno per ciascuno un valore diverso: è il disordine che caratterizza le relazioni internazionali. In questo caotico panorama, restituire ordine, razionalità e logica alla politica – impresa fuori dalla portata dei suoi stessi attori – è compito della geopolitica, grazie alla quale i diversi fattori possono venire interpretati. Il libro, con ricchezza di esempi e testimonianze, guida il lettore attraverso un’area di studi ancora poco conosciuta ma strategica per capire le complessità della scena globale.

Un ordine mondiale veramente globale, cioè un assetto delle relazioni internazionali riconosciuto e condiviso da tutti gli Stati, non è mai esistito nella storia, perché le diverse civiltà hanno sempre considerato la propria cultura e le proprie leggi le uniche universalmente valide. Così ogni epoca è stata caratterizzata dalla supremazia di una o più potenze egemoni che hanno cercato di imporre, nelle rispettive zone d’influenza, il proprio modello di organizzazione politica e statuale, con esiti più o meno duraturi, ma comunque sempre transitori. Lo dimostra l’attuale sistema unipolare a guida statunitense, affermatosi ormai da un quarto di secolo, che dopo aver tentato di esportare su scala planetaria i principi della democrazia e del libero mercato, sembra avviato verso un inarrestabile declino. Ad affermarlo non è un politologo estremista e antioccidentale, bensì Henry Kissinger, che del potere americano e della “vittoria” sull’Unione Sovietica nella guerra fredda è stato uno dei maggiori artefici, nelle vesti di consigliere per la Sicurezza nazionale e di segretario di Stato. Per giungere a questa conclusione e per scrutare nuovi possibili scenari, Kissinger rivisita momenti cruciali della storia mondiale del secondo dopoguerra, riflette sul futuro dei rapporti tra Stati Uniti e Cina, esamina le conseguenze dei conflitti in Iraq e Afghanistan, analizza i negoziati nucleari con l’Iran, le reazioni dell’Occidente alla Primavera araba e le tensioni con la Russia.

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