Euristica e algoritmica

Perchè cerchiamo continuamente prove che confermino le nostre convinzioni e trascuriamo quelle contrarie ad esse?

tutta colpa del cervelloQuesto libro discute l’impatto che le ricerche sul cervello stanno avendo in diversi ambiti, non solo in quelli biologici e medico sanitari, ma anche, più in generale, sociali. Da un decennio le neuroscienze e le neurotecnologie hanno dato vita a un ambito di studi chiamato “neuroetica”. Con questo termine ci si riferisce sia all’indagine sulle implicazioni etiche della ricerca e della pratica clinica in ambito neuroscientifico, sia alla possibilità di comprendere meglio in che modo il cervello elabora i giudizi morali. Dopo una ricostruzione storica delle origini della neuroetica, gli Autori illustrano i problemi riguardanti la diffusione della tecnologia che più di ogni altra rappresenta gli avanzamenti conoscitivi e le ricadute applicative delle neuroscienze: le neuroimmagini. Il libro affronta quindi i temi principali della neuroetica, dall’impatto che le conoscenze e le tecnologie neuroscientifiche stanno avendo sullo studio e sul trattamento delle malattie psichiatriche, al controverso argomento del potenziamento delle capacità cognitive, cioè la possibilità di utilizzare farmaci, impianti o procedure neurotecnologiche per agire sul cervello al fine di migliorarne alcune performance. Infine, partendo da alcune sentenze emanate da tribunali italiani, si ricostruiscono i termini della discussione in merito alla rilevanza dell’uso di dati e di argomenti neuroscientifici all’interno delle procedure giudiziarie. Il libro ha l’ambizione di porre le tematiche neuroetiche e bioetiche in una luce che vuole essere filosoficamente più coerente, superando polarizzazioni che hanno alimentato confusione e fraintendimenti.

Il giornalista Gianluca Nicoletti dialoga con il prof. Gilberto Corbellini, filosofo della scienza, docente di Storia della Medicina presso l’Università La Sapienza e dirigente del CNR, dagli aspetti storici a quegli sociologici e medici delle pandemie del passato confrontandole con l’attuale da Covid-19.

Elisabetta Sirgiovanni – Le sfide della neuroetica…

Antivaccinismo tra bias cognitivi e algoritmi informatici

Euristica della disponibilità e Bias di conferma – Come MEDIA, SOCIAL, GRUPPO SOCIALE condizionano

La storia dell’algoritmo è sempre stata una storia d’amore e, come in ogni rapporto sentimentale, l’attrazione si basa sia sulla familiarità che sull’estraneità: riconoscere nell’altro noi stessi e al contempo il mistero dell’altro. In quanto sistemi tecnici, gli algoritmi hanno sempre dato corpo a frammenti di noi stessi: i nostri ricordi, le nostre strutture di conoscenza e di fede, i nostri fondamenti etici e filosofici. Sono specchi dell’intenzione e del progresso umani, e riflettono la conoscenza esplicita e tacita che vi incorporiamo. Allo stesso tempo forniscono l’ingrediente essenziale del mistero, operando secondo le logiche dl database, della complessità e dell’iterazione algoritmica, calcolando le scelte in modi che sono fondamentalmente estranei alla comprensione umana. Abbiamo un disperato bisogno di più lettori, più critici, per interpretare gli algoritmi che ora definiscono i canali e gli orizzonti delle nostre immagini collettive. 

se non piove

goccia d'acqua 3

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